Riqualificazione energetica edifici industriali: da dove si inizia?

4 Giugno 2019

Da dove si comincia quando si interviene per effettuare una riqualificazione energetica degli edifici industriali?

Per dare una risposta a questa domanda è essenziale prima di tutto chiarire cosa si intenda, esattamente, con il termine “riqualificazione energetica”. Se l’obiettivo finale di questo tipo di intervento è recuperare edifici industriali dismessi o poco efficienti rendendoli più perfomanti dal punto di vista energetico e termico, più specificamente la riqualificazione energetica degli edifici industriali interessa interventi interni o strutturali, gli adeguamenti a specifiche normative, la messa in sicurezza e l’efficientamento energetico dell’intera struttura.

Nell’ambito della riqualificazione energetica degli edifici industriali rientrano una serie di interventi, tra cui:

  • I tamponamenti smart, rivestimenti in alluminio o acciaio resistenti al fuoco e che garantiscono elevate prestazioni energetiche
  • I tamponamenti EASEE, ossia soluzioni altamente innovative destinate a edifici particolarmente energivori costruiti prima del 1975. Si tratta di pannelli prefabbricati alleggeriti isolanti in TRM, un materiale caratterizzato da una permeabilità ridotta e, al contempo, da un’alta resistenza alla compressione e da eccellenti prestazioni meccaniche
  • Gli interventi di adeguamento alle norme antisismiche così da implementare in toto la sicurezza degli edifici industriali
  • La manutenzione ordinaria della struttura, di solito risultato di un contratto di manutenzione programmata e che interessa sigillature, impianti, coperture, lucernari, vernici protettive
  • La manutenzione straordinaria dell’edificio, che interessa invece interventi alla struttura oppure operazioni speciali su manufatti, così come opere quali riqualifiche successive a incidenti (come incendi, urti o eventi dannosi), demolizioni, sostituzioni, modifiche eccetera

Specialmente nel caso in cui la riqualificazione energetica degli edifici industriali includa anche l’adeguamento alle norme antisismiche, il punto di partenza sarà un’accurata analisi dinamica dell’edificio in funzione di specifiche discriminanti, quali:

  • L’anzianità
  • La normativa vigente al momento della costruzione
  • La classificazione sismica

Se in passato l’approccio alla riqualificazione energetica degli edifici industriali era di cosiddetto “differimento”, ossia era comune la tendenza a rimandare al futuro gli interventi più gravosi, oggi la tendenza è salvaguardare le strutture esistenti attraverso l’applicazione di misure efficienti ed efficaci che sono la conseguenza di legislazioni in materia sempre più precise e dettagliate.

Per intervenire in modo efficace nella riqualificazione energetica degli edifici industriali bisognerà tenere conto di svariati fattori, che saranno analizzati in dettaglio in fase preliminare per definire quali interventi siano realmente ottimali per raggiungere gli obiettivi di progetto. La destinazione d’uso dell’edificio, la sua collocazione territoriale, l’ampiezza, i materiali che ospiterà, le operazioni che si svolgeranno al suo interno andranno valutati con attenzione, tanto quanto le soluzioni finalizzate a massimizzare il risparmio energetico. Queste ultime si concentreranno anche su fenomeni fisici che avvengono quotidianamente, come per esempio la capacità dell’edificio di captazione di luce naturale (ossia la sua esposizione) alla quale seguirà la scelta di materiali e soluzioni costruttive più adeguate.

Da dove si comincia quando si interviene per effettuare una riqualificazione energetica degli edifici industriali?