L’azienda del Gruppo Grigolin sostiene il progetto dell’artista per la VIP Lounge della fiera, trasformando il cemento da materia costruttiva a materia espressiva

Nel corso dei secoli, l’arte ha progressivamente esteso il proprio campo di ricerca ampliandone il linguaggio anche attraverso l’utilizzo di materiali tradizionalmente legati ad altri ambiti. Tra questi, il cemento è quello che più profondamente ha attraversato la storia dell’architettura. Nato come materiale costruttivo e industriale, nel Novecento è diventato anche superficie, forma e linguaggio, entrando in dialogo con l’arte e mettendo in discussione il confine tra funzione ed espressione. Da questa riflessione nasce la collaborazione tra Magnetti Building, Edoardo Piermattei e Artissima 2026.

Azienda del Gruppo Grigolin, Magnetti Building opera nel mondo delle costruzioni da oltre 200 anni ed è specializzata da più di cinquant’anni nella prefabbricazione in calcestruzzo. La sua identità si fonda sulla capacità di integrare progettazione, tecnologia e personalizzazione secondo un modello di General Contractor con la Fabbrica al Centro. Un sistema produttivo che guarda all’architettura non soltanto in termini di prestazione, ma anche di qualità formale ed espressiva. L’esplorazione verso nuove possibilità d’uso della materia apre così alla sperimentazione e al confronto con diversi linguaggi, definendo nuove prospettive applicative. Magnetti Building porta questa visione nel dialogo con l’arte, sostenendo e promuovendo Delizie, il progetto realizzato dall’artista italiano Edoardo Piermattei, per la VIP Lounge della 33ª edizione di Artissima.

Il tema scelto dalla fiera per il 2026, “Fancy: A Flexible, Acrobatic Body”, porta al centro il potere dell’immaginazione di stabilire connessioni inattese, creare nuove associazioni e modificare la percezione di ciò che conosciamo. Lo sguardo oltre ciò che è dato, alla base del concetto di fancy, orienta Delizie: un’installazione in cui Edoardo Piermattei altera le relazioni consuete tra elemento naturale e artificio, arte e architettura, materia e funzione, utilizzando il calcestruzzo di Magnetti Building come elemento del proprio linguaggio artistico ed evocando nella VIP Lounge dell’Oval di Torino un giardino ispirato alle antiche ville di delizia medicee, luoghi di piacere e rappresentanza, ma anche di produzione e diffusione della cultura. Tre sculture monumentali – Ninfeo, Delizia e Fontana triste – costituiscono il nucleo dell’intervento, creando un paesaggio sospeso tra natura e costruzione attraverso architetture ibride e malinconiche, mentre Giudizio senza soggetto, composto da cinque pannelli in calcestruzzo pigmentato, riproduce le ali degli angeli di Pietro Cavallini, isolate dai corpi a cui appartengono. L’assenza diventa così il principio attraverso cui l’immagine cambia e lo spazio assume una nuova dimensione.

A chiudere l’installazione è un’architettura edibile progettata da Piermattei, che celebra i Krumiri Rossi, trasponendo nel mattone l’iconico biscotto dalla caratteristica forma a baffo del re Vittorio Emanuele.

«Ho conosciuto Benedetta Grigolin una sera di fine gennaio, qualche anno fa a Bologna. Come accade di solito, ci siamo presentati parlando del nostro lavoro: lei mi ha detto che si occupa di costruzioni in cemento e io le ho risposto che avevo finalmente incontrato il mio sogno. Con questa collaborazione per la Vip Lounge di Artissima tra me, Benedetta Grigolin e Magnetti Building abbiamo finalmente dato corpo a un desiderio: costruire un’azienda come un’opera d’arte, come, del resto, è sempre avvenuto nell’arte italiana. Non era forse Giotto, oltre che un grande pittore, un’azienda con un franchising di botteghe sparse in tutta Italia? Con Magnetti vorremmo pensare all’arte non più come orpello decorativo di un appartamento, ma come materiale da costruzione. Passare dall’arte alla vita» racconta Edoardo Piermattei.

Il confronto tra Magnetti Building e Edoardo Piermattei nasce dalla profonda conoscenza che l’azienda ha del cemento che per l’azienda diventa calcestruzzo, mentre l’artista porta in una diversa dimensione, trasformandolo da elemento costruttivo a colore, superficie e forma.

«Ho scelto di sostenere Edoardo Piermattei perché trovo molto affascinante il modo in cui riesce a trasformare una materia che appartiene profondamente al nostro mondo in qualcosa di completamente diverso. Noi lavoriamo ogni giorno con il cemento e con materiali che siamo abituati a considerare per la loro funzione: devono costruire, sostenere, durare. Edoardo parte dalla stessa materia e riesce a darle un altro significato, trasformandola in un mezzo espressivo, capace di sorprendere e perfino di emozionare. Credo che un’impresa debba avere anche la curiosità di guardare oltre il proprio perimetro. Sostenere l’arte, per me, significa sostenere chi sperimenta, chi ricerca e chi riesce a immaginare possibilità nuove partendo da ciò che già esiste. In fondo è un’attitudine molto vicina anche al fare impresa: conoscere profondamente una materia, ma continuare a chiedersi che cos’altro possa diventare»  afferma Benedetta Grigolin.